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di Paolo Paroni
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Paolo Paroni

“...musicista friulano colto e musicalissimo...”, “...una vera stella del vivaio musicale internazionale...” , “...uno splendido giovane maestro, [...] che  dirige con   tecnica  molto  espressiva e gesto chiaro e trascinante…”  Queste sono solo alcune delle lodi che la critica musicale internazionale ha dedicato a Paolo Paroni, musicista friulano tra i più in vista della sua generazione.  Diplomato con il massimo dei voti in Organo presso il Conservatorio di Udine, si è perfezionato sotto la guida di eminenti personalità artistiche quali Ton Koopman, Emilia Fadini, studiando nel contempo Direzione di Coro e Composizione nella classe di Daniele Zanettovich. Dopo il successo riportato presso alcuni concorsi nazionali (Primo premio presso il Concorso di Esecuzione Organistica di Noale; Premio Speciale della Giuria come “miglior direttore della competizione”, Vittorio Veneto; Premio Friuli di composizione, Udine; secondo premio presso il Concorso di Composizione "Salvatore Quasimodo", Roma), si è dedicato alla direzione d’orchestra, studiando dapprima con Gilberto Serembe e successivamente presso l’Accademia di Vienna (Hochschüle für Musik und Darstellende Kunst), conseguendo il Primo Diploma con il massimo dei voti e la distinzione “Auszeichnung”, ovvero “lode”.

A segnare debutto di Paolo Paroni presso i circuiti internazionali è stato il prestigioso podio dell’Orchestra Filarmonica Slovena di Lubiana, da cui nel 1992 ha iniziato la propria carriera con un concerto sinfonico trasmesso in diretta televisiva nazionale. Il lusinghiero successo personale lo ha immediatamente portato ad essere invitato a dirigere diverse prestigiose orchestre sinfoniche, da camera ed ensembles di musica antica di livello internazionale: da menzionare le collaborazioni con l’Orchestra Filarmonica di Zagabria, la Sofia Festival Orchestra and Choir, l’orchestra barocca Capella Savaria, l’Orchestra del Festival di Musica Sacra di Budapest, l’Orchestra e Coro della Radiotelevisione Croata di Zagabria, l’Orchestra da camera di Debrecen, l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra da Camera Slovenicum di Lubiana, l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Sassari, la Bulgarian National Radio Big Band, l'Orchestra Sinfonica "Tito Schipa" di Lecce, l’Orchestra da Camera Croata, e molte altre. La sua attività lo ha portato ad esibirsi presso importanti sale da concerto europee (tra le altre, Teatro Urania di Budapest, Tonhalle di Düsseldorf, Lisinski Centar di Zagabria, Filarmonia di Lubiana, Radiokulturhaus di Vienna, S. Maurizio a Milano, Teatro Filarmonico di Verona, Teatro Olimpico di Roma) e a registrare per Rai, Orf (Radiotelevisione austriaca), HRT (Radiotelevisione Croata), Koper (Slovenia). Diverse sono le collaborazioni con solisti di fama internazionale quali il violinista Stefan Milenkovich, i cantanti Teresa Berganza, Daniela Mazzucato, Bonaldo Giaiotti, Max Renè Cosotti, Maria Zadori, l’Altenberg Trio Wien, l’organista Olivier Latry.

Il repertorio di Paolo Paroni comprende molte delle più importanti opere sinfoniche e solistiche del Romanticismo e Tardoromanticismo, verso cui prova una spontanea e naturale attrazione, spesso esaltata dalla critica specializzata, che in occasione di una sua recente interpretazione della Sinfonia n. 8 di Dvorak lo ha descritto come “...geniale bacchetta [...], il Maestro Paroni conduce l’orchestra alla realizzazione di delicate dinamiche e di robusti pieni orchestrali che non possono non coinvolgere e colpire l’ascoltatore [...] colpisce in modo particolare l’intesa pressoché totale tra direttore e l’orchestra, peculiarità che trasmette una sensazione di appassionante coerenza esecutiva capace di coinvolgere ed emozionare [...] “

Importante è anche il repertorio di titoli d’opera (per l’etichetta Bongiovanni ha inciso in prima assoluta l’opera di Paisiello Lo sposo burlato), oratoriali e di composizioni sacre: il suo repertorio comprende, tra l’altro, la Missa solemnis beethoveniana, la Messa da Requiem di Verdi, molte opere sacre di Mozart, Schubert, Haydn. La sua interpretazione della Creazione è stata salutata come “... una lettura viva, audace nei tempi [...[ tesa ad evidenziare tutte le gemme dell’orchestrazione haydniana [...] uno sguardo colto e rigoroso allo stile antico delle fughe, uno slancio gestuale istrionico verso assunti operistici e colori abbaglianti di luce [...] Il coro, in grande spolvero, [...] condotto per mano, incitato e fraseggiato dall’espressiva mano del direttore [...]  Paolo Paroni ha sostenuto oltre due ore di musica con grande personalità [...] “

Paolo Paroni mette a frutto i sui studi nel campo delle prassi esecutive interpretando il repertorio settecentesco con l’ausilio di strumenti originali, collaborando con diverse orchestre barocche e ricoprendo anche l’incarico di Direttore Ospite Principale presso l’orchestra barocca Capella Savaria: nel suo repertorio figurano alcune tra le più grandi pagine bachiane, quali le Passioni, diverse Cantate, la Messa in si minore, oltre a svariate composizioni strumentali, il Dixit Dominus di Händel, molte pagine vivaldiane e di svariati autori dell’epoca barocca, rococò e neoclassica. Nell’interpretazione della Passione Secondo Matteo di J. S. Bach egli è stato descritto come “...colto ed espressivo sempre, limpido e preciso interprete nella difficile condotta delle articolate parti, poetico nel forte crescendo drammaturgico dell’opera. Con un continuo sentimento d’intesa ricreato nella gestione dei variegati organici, per una Passio impregnata di simboli, di descrizioni sonore, di enigmi numerici, la forte personalità di Paroni, in empatia con i cori, i solisti e l’orchestra, imprime una lettura dell’opera tutta di valida resa [...] luminosa e riflessiva al contempo la direzione di Paroni, assecondata dalla capacità di cori, solisti e orchestra, per una serata che resterà di lunga memoria [...] ”.

Ampio è anche il repertorio moderno e contemporaneo, spesso presente nei suoi programmi, che Paroni approfondisce ed interpreta con sincera attenzione: da segnalare tra l’altro le registrazioni discografiche realizzate presso il festival “Biennale di musica contemporanea” di Zagabria alla guida dell’Orchestra e Coro della Radiotelevisione Croata dedicate a due compositori della nuova generazione, la cui ripresa televisiva è stata effettuata e trasmessa dal primo canale nazionale. Autore di alcune colonne sonore per film e cortometraggi, Paolo Paroni si dedica con impegno anche a diversi progetti di “contaminazione” tra jazz, rock e musica colta, nella convinzione che l’abbattimento dei confini tra i generi giovi alla trasmissione del messaggio musicale. In questo contesto merita una menzione la collaborazione con la Big Band e il Coro della Radio Nazionale di Sofia, a capo dei quali egli ha registrato ed eseguito in diretta radio nazionale un programma dedicato a musica classica di ispirazione jazz, per la quarantesima edizione delle Settimane Musicali di Sofia. Da ricordare sono anche le collaborazioni con artisti di fama internazionale quali i jazzisti Kenny Wheeler (di cui Paolo Paroni ha diretto in prima esecuzione assoluta, al Teatro Comunale di Modena, l’oratorio I giorni dell’uomo per coro e orchestra), Natalie Cole (del cui concerto in Piazza Duomo a Milano egli ha diretto la parte sinfonica), Enrico Rava e molti altri.

 

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Hanno detto di lui

“...ferrea preparazione, spiccata personalità e raro talento musicale [...] sotto il suo gesto, sempre elegante [...] l’orchestra appare compatta, in un continuo controllo dinamico e d’insieme”.
(Il Gazzettino, Venezia)

Fin dal primo pezzo seppi che stavo assistendo ad una interpretazione profondamente pensata, preparata con pazienza e fantasia (due caratteristiche che non s´incontrano tanto spesso), e insomma che avevo incontrato un vero Musicista (colla emme maiuscola)...
Claus-Christian Schuster
Altenberg Trio Wien

“...lo splendido giovane maestro Paolo Paroni ha presentato i due brani in tutta la bellezza della loro potenza espressiva, con tecnica di direzione molto espressiva e ottima risposta dell'orchestra...”
(Vjesnik, Zagabria)

Ciò che è speciale di Paolo è il fatto che lui, durante l’esecuzione,  diventa più di un direttore: diventa un amico. É una qualità che non  si trova spesso, e che mette a proprio agio qualsiasi orchestra o  solista. Fare grande musica diventa ancora più piacevole se esiste una  connessione personale con il direttore, e con Paolo questo non manca  mai.
Stefan Milenkovich Violinista, U.S.A.

Con la sua solida tecnica e la musicalità innata rappresenta, come direttore, una rara combinazione di talenti. Raramente ho avuto occasione di lavorare con direttori con una tale sensibilità stilistica che, inoltre, avessero quel qualcosa in più che trasforma un’esecuzione in una profonda esperienza spirituale.
Timothy Bentch
Tenore, U.S.A.

“La geniale bacchetta del maestro Paroni conduce l’orchestra alla realizzazione di delicate dinamiche e di robusti pieni orchestrali che non possono non coinvolgere e colpire l’ascoltatore [...] L’Ottava Sinfonia di Dvorak si snoda con naturalezza attraverso le più disparate intenzioni espressive ...”.
(Il Giornale di Sondrio)

Paolo è un direttore con idee molto decise e mano sicura, a cui mi sono sempre affidata senza paura, come cantante. Non è prigioniero di alcuna convenzione ed è preparatissimo, con intenzioni costruttive. Per me è sempre un piacere collaborare con lui.
Maria Zadori
Soprano, Artista Onorata della Repubblica d’Ungheria, Budapest

“...colto e musicalissimo […] di grande talento e ottimi studi […] attento al gesto e all'espressione, fine concertatore e quanto mai efficace nel periodare...”
(Il Messaggero Veneto, Udine)

Paolo Paroni è Direttore d'orchestra di grande talento e autorevole comunicativa. Trasmette la sua volontà interpretativa al servizio della musica.
Bonaldo Giaiotti
Basso, Italia

“...[Paroni]... ha fatto ascoltare al pubblico un'interpretazione viva, con del vero brio musicale...”
(Slovenec, Lubiana)

Con grande preparazione, un gesto vigoroso e preciso, affascinò non solo per me, ma anche per tutti gli esecutori e il pubblico. Fui decisamente contento della sicurezza con cui dirigeva le mie composizioni tanto che posso senza esitazione dire “si, Paolo è un grande direttore”.
Srecko Bradic
Compositore, Professore all’Accademia Musicale di Zagabria

“Paroni imprimeva [...] alla Sinfonia n. 1 di Prokofiev una leggerezza strumentale quasi rapinosa, in un brioso gioco di colori [...] che hanno regalato all’esecuzione l’appeal di una coinvolgente raffinatezza espressiva pienamente resa da tutte le sezioni dell’orchestra, premiata dal pubblico con fitti e prolungati applausi”.
(Il Piccolo, Trieste)

Paolo Paroni, Direttore Ospite Principale della Capella Savaria è una persona molto preparata, con forte irradiazione, capace di trasmettere il messaggio della musica con profondi sentimenti... con lui è facile stabilire un contatto non solo professionale ma anche umano.
Zsolt Kallo
Primo Violino e Direttore Artistico Capella Savaria, Szombathely

“Incredibile successo del Maestro Paroni e dell'orchestra dal lui preparata...”
(Uj Néplap, Budapest)

Ricordo di essere rimasta molto impressionata dalla sua piacevole personalità e dalla sua preparazione in modo particolare... la musica contemporanea è di esecuzione molto complessa, e molto dipende dal direttore. Il Maestro Paroni ci ha diretti con grande energia, ottenendo il risultato di un’esecuzione del più alto livello.
Martina Zadro
Soprano, Zagabria

“Trionfo di un giovane maestro [...] il risultato non poteva non essere eccellente: vitalità, carisma [...] rendono Paroni una vera stella del vivaio musicale internazionale.”
(Il Gazzettino, Venezia)

Fin dalla prima prova risultava ovvio che Paolo avesse una visione molto personale, convincente e matura di quest’opera, e presto mi trovavo nella situazione di imparare tante cose nuove su un'opera che ormai conosco e suono da quasi trent’anni...
Claus-Christian Schuster
Altenberg Trio Wien

“... la Sofia Festival Orchestra ha dato prova di duttilità e affiatamento. Di certo, gran parte del merito va al Maestro Paroni, dalla direzione attenta e tesa a far risaltare i minimi dettagli della partitura...”
(La provincia di Sondrio)

Posso affermare che tra i numerosi giovani aspiranti direttori, osservati in quasi dieci anni di insegnamento, il maestro Paroni è uno dei pochissimi ad avere la mia più sincera e incondizionata stima.
Gilberto Serembe
Direttore d’Orchestra, Italia

“L'insieme è stato diretto con senso del fraseggio, eccellente precisione e gesto sempre chiaro e coinvolgente…”
(Il Messaggero Veneto, Udine)

Già dalla prima esecuzione, in cui con perizia straordinaria e grande entusiasmo ha diretto la prima esecuzione di opere di due promettenti compositori croati, ho realizzato che il M. Paroni possiede una meravigliosa verve direttoriale ed una tecnica eccellente: un vero artista.
Stanko Horvat, Compositore
Professore presso l’Accademia Musicale di Zagabria

“...ha fatto spicco l’ammirevole capacità di tenere gli strumentisti a livelli di tensione sempre alti e continuamente rinfocolati [...] con un linguaggio gestuale di chiara forza comunicativa, oltre che con le pertinenti analisi testuali e le sapide intuizioni interpretative...”
(Il Gazzettino, Venezia)

[Nel settore della] musica antica erano molto evidenti le sue virtù musicali in questo campo, ossia la sua rigorosa precisione nel realizzare tutto quello che sapeva delle opere e dello stile. Oltre a questo sue ottime doti sono la fantasia ed il potere di suggestione. Mi ha dato l'impressione di essere completamente in possesso di tutti i “ferri del mestiere”.
Laszlo Viragh, Musicologo
Direttore della Società Ungherese di Musica Antica, Budapest

“Con gesto nitido e preciso, accurato negli attacchi come nella rifinitura sonora delle singole sezioni [...] nel Concerto Triplo Paroni riesce ad ottenere dall’orchestra quella morbidezza di suono necessaria ad avvolgere gli slanci lirici del trio Altenberg [...]
(Il Piccolo, Trieste)

Interpretando Des Knaben Wunderhorn di Gustav Mahler ancora mi sono resa conto di come Paolo sia un direttore che sostiene e segue un cantante. Credo sia una qualità enorme, che solo un grande direttore possiede.
Martina Zadro
Soprano, Zagabria

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